Per molte persone, sia operatori che viaggiatori, viaggiare low cost vuol dire semplicemente spendere meno, ma è davvero così? E soprattutto, è vero che i viaggiatori low cost spendono meno dei viaggiatori “normali”?
Due recenti sondaggi, effettuati da LonelyPlanet e da Hostelling International, ci danno un ottimo quadro del mondo dei viaggi low cost.
Noi sappiamo che nella scelta di viaggiare low cost l’aspetto economico è certamente importante, ma non è né l’unica né la prima ragione. Viaggiare low cost permette infatti di provare un esperienza di viaggio diversa, un tipo di contatto diverso con i luoghi visitati e i loro abitanti. Il viaggiatore low cost è, prima di tutto, un viaggiatore: può sembrare banale, ma la distinzione tra viaggiatori, turisti e visitatori è essenziale nel modo di viaggiare. Al viaggiatore non interessa solo il sight-seeing e lo scattare foto in luoghi celebri da mostrare agli amici: quello che riporta dal viaggio è intangibile, è un insieme di esperienze e conoscenze acquisiste grazie al contatto con la gente del posto e alla frequentazione di luoghi lontani dai percorsi turistici di massa. Il viaggiatore low cost non cerca la comodità e di un hotel, ma l’atmosfera di un ostello, non i “frills” di un volo normale ma l’economicità dei voli low cost. Viaggiare low cost è dunque molto spesso una scelta più che una necessità (oppure un “fare di necessità virtù”), dettata dalla ricerca di un’esperienza di viaggio diversa e più profonda di quella che può provare un semplice turista
Viaggiare low cost è molto di più che comprare biglietti aerei economici e dormire in ostello.
Ma low cost significa anche, secondo noi, spendere soldi in modo diverso, e non solo spendere di meno. Chi viaggia low cost infatti risparmia sulle due cose più costose di una vacanza, volo e pernottamento: questo gli permette di avere più soldi da spendere per altri aspetti del viaggio, come cultura, divertimenti, cibo… Spesso, a un viaggiatore low cost rimangono più soldi da spendere in loco che a un normale turista, che consuma le sue finanze tra voli di linea e alberghi, mentre il viaggiatore risparmia grazie a voli low cost e ostelli economici.
Insomma, il viaggiatore low cost non è un viaggiatore “a scrocco” che cerca solo servizi gratuiti e non porta ricchezza alla città che visita: spende quanto se non di più di un turista normale, ma spende in modo diverso e meno appariscente. Non comprerà cappellini, t-shirt o gadget, ma quasi sicuramente lo troverete nei musei e alle mostre. Non pranzerà nei ristoranti con menu turistici, ma chiederà alla gente del posto dove può trovare un buon pasto locale economico. Non passerà la serata nei luoghi alla moda, ma nei piccoli bar frequentati dai locali.
Il pregiudizio contro i viaggiatori low cost è ancora molto forte in Italia, poche amministrazioni locali hanno progetti e campagne per attrarli, perché sono convinte che il turismo low cost non porti soldi alla città.
Ora sappiamo che non è così, e speriamo che anche chi di dovere se ne accorga, e che il punto di vista sui viaggiatori low cost cambi radicalmente.
E per te cosa significa viaggiare low cost? Sei d’accordo con noi o credi che sia solo una questione economica? Qual è secondo te il modo migliore per conoscere una città nuova? Faccelo sapere: commenta!
pic credits to Mandie






































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Viaggiare low cost è sicuramente uno stile di vita. Si possono imparare le tecniche del viaggiare low cost ma un vero viaggiatore si differenzia anche da come spende i suoi soldi in viaggio.
Penso anche io che spendere meno nei trasporti e negli alloggi non voglia dire necessariamente spendere di meno nel viaggio, ma voglia dire in primo luogo spendere meglio i propri soldi.
Quello di cui non posso fare a meno in una vacanza, qualsiasi, non è l’hotel a 4 stelle o l’aeroporto in centro città, è una guida, completa e dettagliata della città che vado a visitare. Come me sicuramente tante altre persone preferiscono non passare per una città senza ricordare nulla, ma vivere la città e la sua cultura nel modo più completo possibile.
Concordo pienamente! La guida è un’istituzione, non a caso ancora oggi un buon 80% dei viaggiatori la usa sempre o spesso! Non ho mai fatto un viaggio senza portarmi almeno una guida, e spesso prima di partire ne leggo almeno un’altra.
Mi dissocio!
Quando viaggio mi basta un Iphone e una connessione (wireless o si prende una sim locale per connettersi 24/7):P Attualmente nell’apple store ci sono moltissime applicazioni “Travel” (tra poco ci sarà anche quella di HostelsClub.com) – Chiamatemi Flashpackerse volete o semplicemente…. sborone
Johann
mi piace questo blog
E’ vero il viaggiare low cost è qualcosa che hai innata, mi piace da sempre viaggiare low cost, scopri tante cose, luoghi, aitudini e persone.
Ci sono gli ostelli vecchiotti, ma pieni di atmosfera, quelli nuovi ipertecnologici, o quando capiti in un appartamentino strano.
Certo che con una connessione WIFI è meglio!
Samsung Q1 + Lonely Planet = the Best of both worlds! anche se fare un “orecchio” alla pagina di una guida sarà sempre meglio che fare un “bookmark” su un browser… non c’è paragone!
A mio parere le guide cartacee non riescono ad essere “up to date” come il web, un ristorante può cambiare gestione anche 3 volte in un anno (di questi tempi poi…) ma le recensioni sulla guida non cambieranno (prove me wrong!
). Inoltre gli utenti delle guide non controllano ne possono commentare i contenuti e le recensioni che vengono proposte nelle stesse. Il web, in particolare il web 2.0, o Social web o come si vuole chiamarlo é di tutti. Ovviamente le piattaforme web devono lasciare la possibilità di discutere liberamente, certo ci sarà chi cerca di far lobby sulle recensioni ci sarà chi lascia “biased reviews”, ci sarà chi lancia campagne di reputation management per coprire chi parla male di loro… ma.. la maggioranza la fa comunque la comunità.. specialmente chi sa usare un po’ il “social web”. Chi sa far leva sui Social Network ed ha un buon network online (per non parlare delle autorità con 100.000 + followers su Twitter), può dannneggiare pesantemente la reputazione di una compagnia, mi vengono diversi casi in mente… Penso che alle guide può mancare questa trasparenza, interazione diretta e coinvolgimento con l’utente finale (ahah! pensa fare un “user generated content” Lonely Planet, ehe); ah! caro Andrea, a proposito di Lonely Planet, mai visto questo caso?? Si se vai su google e cerchi “Lonley Planet” questo caso non viene fuori (probabilmente avranno anche fatto una campagna di reputation management per contenerlo) ma Google non é IL web; quanti ormai se hanno bisogno di un’informazione specifica la cercano in un sito specializzato di loro conoscenza?(readwriteweb lo ha previsto ancora nel 2006! vedi questo articolo su vertical search); oppure quanti si iscrivono ai loro blog di interesse tramite RSS o email riducendo così la necessità delle loro queries su google per trovare un’informazione? Comunque noto che sto divagando.. e noto che se fai una ricerca per “Lonely Planet Scam” hai quasi 70.000 risultati!
Finisco in bellezza –
– con questo articolo di Mashable sulla crescita dello “user generated content”.
e infatti…lonely plaet E computer. io con la lolly mi son sempre trovato benissimo! e poi se leggi l’aerticolo fino in fondo, il tizio ha scritto solo sugli aspetti storici della colombia, cosa che può fare tranquillamente anche da Frisco (leggermente diverso il discorso sul ristorante…)
Il viaggiatore low-cost è il viaggiatore vero e proprio poichè è sempre pronto e disponibile a cimentarsi in nuove avventure!!!
15 anni fa viaggiavo con il mio guide du routard, oggi invece sul web trovi di tutti, magari anche troppo. nel senso che avvolte impazzisci perché 10 persono scrivono come si sono trovate bene, altre 10 l’esatto opposto (soprattutto su TA!) Quindi mi faccio un mio mashup con i feed RSS di Zoover, Google Maps, onBeach, imetro e altri, dipende un dal tipo di destinazione/viaggio. @Jojo HCblog: ho il Nokia E71, faccio un fatica cane per navigare… mi hai dato lo spunto giusto per cambiare ad iPhone o almeno ad un smartphone con Android. A proposito: Google è partito con Citytours (non ho ancora avuto modo di provarlo). Inoltre (questo me l’ha fatto scoprire un utente iPhone!) vi consiglio Witur.com per scaricarvi degli itinerari creati dagli utenti ma anche da agenzie locali (p.e. per Barcellona).