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Viaggi low cost

Ieri vi ho presentato il blog di Doug per viaggiare leggeri. Oggi voglio condividere con voi i miei metodi per viaggiare leggero e agile: ufficialmente, lo faccio sperando che possa esservi d’aiuto; in realtà, lo faccio sperando nei tuoi consigli per migliorare ancora!

Check list: anche io come molti viaggiatori abituali ho una check list di cose da portare in viaggio  che include tutto quello che mi serve, dalle calze all’I-pod. Addirittura, ho check list diverse a seconda del viaggio: una per il campeggio (la più lunga), una per le gite in montagna (la più leggera) e una per i viaggi più “normali”.  Al ritorno da ogni viaggio aggiorno la check list corrispondente: lo scopo dell’aggiornamento non è aggiungere cose essenziali che ho dimenticato, ma togliere cose che si sono rivelate superflue per poter viaggiare ancora più leggero la prossima volta. È quasi una sfida riuscire ogni volta a trovare qualcosa di troppo e rimuoverla con un piccolo sorriso sadico.

Valigia: una buona tattica è usare sempre la stessa valigia, o zaino, o trolley, o borsa… insomma, lo stesso contenitore! Perché? Perché sai già quanti vestiti possono starci dentro, sai (diciamo che dovresti sapere) in quale modo conviene piegarli per farcene stare di più, conosci gli scomparti “segreti”. Inoltre, se hai già viaggiato con la stessa borsa per molto tempo, puoi essere sicuro che sia affidabile e soprattutto resistente,e che non ti abbandonerà nel bel mezzo del viagio.. Soprattutto, dovresti ormai sapere se è comoda o no!

Suddivisione: sacchetti per la biancheria, due sacchetti vuoti per la biancheria sporca, le scarpe in due sacchetti separati per essere più flessibili (suggerimento: usate le scarpe come contenitori: sono una riserva di spazio vuoto sprecato altrimenti! Usate gli stivali – se li portate – come contenitori di t-shirt arrotolate!). Asciugamani e altri oggetti ingombranti sul fondo, una giacca impermeabile in cima.

La piega: uno dei più grandi dibattiti della storia dell’umanità, con schieramenti divisi e fieramente contrapposti (quasi come cioccolato al latte vs. cioccolato fondente, Coppi vs Bartali e via dicendo): piega contro rotolo. Io sono un ayatollah del rotolo, senza alcun dubbio: dando per scontato che in valigia niente mantiene la piega, credo che il rotolo minimizzi i rischi. Posso schiacciare molte più cose nello stesso spazio, posso infilarle nelle tasche laterali o frontali, soprattutto posso tirarne fuori una senza disfare tutta la valigia. Il che ci porta a:

Disfare la valigia: è un momento che cerco sempre di rimandare. Tiro fuori i sacchetti che mi servono, cerco di estrarre gli asciugamani dal fondo senza rovinare tutto (il che dà vita  a scene molto divertenti quando la valigia è uno zaino da montagna), ma alla fine devo vincere la mia pigrizia e disfare tutto. E quidni devo poi rimettere tutto dentro quando mi sposto: lo ammetto, non disfare la valigia è uno dei pochi momenti di pigrizia che mi concedo in viaggio.

Quali sono i tuoi metodi per viaggiare leggero e comodo? Hai qualche trucco da condividere con BlogstelsClub? Faccelo sapere: scrivilo nei commenti!

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Molti viaggiatori trovano questo sito cercando informazioni sul peso dei bagagli in aereo.

Certo noi possiamo aiutarti, con suggerimenti e consigli per i tuoi viaggi low cost ma c’è chi ha fatto di meglio, e non ci resta che riconoscerlo: Doug Dymentha creato un intero sito dedicato a questo argomento. Ovviamente il sito è per anglofoni, e purtroppo la navigabilità non è eccelsa, ma se cercate qualche informazione, questo è il posto dove andare!

Ma perché è meglio viaggiare leggeri?

Di tutte le abilità che un viaggiatore può acquisire, quella di viaggiare leggeri è certamnente quella che avrà il maggiore effetto sul relax durante il viaggio e che ridurrà maggiormente lo stress. Eccoti spoiegato perchè!Of all the travel skills you might acquire, travelling light is the one most likely to result in a relaxed, productive, stress-free travel experience. There are many reasons for this, including …

Sicurezza: meno bisogno di controllare i bagagli (o di affidarne la custodia ad altri) significa meno rischio di fdanneggiamenti, smarrimenti e soprattutto furti. La legge delle probabilità parla chiaro: meno valigie avrai, meno valigie possono essere rubate! Sara anche molto più veloce in dogana e al check in!

Risparmio: Meno fatica, meno spese. Ora che molte compagnie aeree, soprattutto low cost, fanno pagare tutti i bagagli, questo è un elemento da non sottovalutare. Inoltre, sarà più facile prendere autobus e tram, che costano molto meno dei taxi a cui vi obbligherebbero borse pesanti. Se la borsa è molto leggera, potrai addirittura camminare: un modo per stare molto più vicini alla gente del posto!

Mobilità: meno cose da portare in giro significa più mobilità, che ti darà più libertà nel tuo viaggio. Non dovrai arrivare all’aeroporto troppo presto. Sarai più veloce a salire su treni, bus e tram. Sarai più flessibile in caso di ritardi o cancellazioni: non dovrai preoccuparti della sorte che avrà il tuo bagaglio se lo porterai sempre con te! Uscirai prima dall’aeroporto, mentre gli altri passeggeri sranno in coda a maledire i nastri trasportatori. Potrai vedere più ostelli prima di scegliere il tuo, perchè ti sarà più facile andare in giro (se vuoi un consiglio, comunque, prenota su HostelsClub.com leggendo le recensioni di altri viaggiatori come te PRIM di partire!).

Serenità: Se hai dei limiti di tempo, viaggiare leggero ti aiuterà a rispettarli, se hai tanto tempo, ti permetterò di godere di più del tempo extra! Ci vorrà men o tempo per fare i bagagli, e soprattutto meno fatica. Saprai subito dove è quello che cerchi in valigia. Se sarai assalito dall’ansia di aver dimenticato qualcosa, ti ci vorrà poco tempo per controllare. Insomma, avrai molte meno cose di cui preoccuparti!

Ecologia: tutto quello che hai letto fin ora parla di benefici per te. Ma viaggiare leggero avrà grandi vantaggi anche per il pianeta: meno benzina; meno inquinamento; meno oggetti prodotti; minore produzione di gas-serra.

Insomma, il vero viaggiatore low cost viaggia leggero!

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Essere in Spagna per un viaggio e non dedicare una sera (o due o tre o quattro…) al “tapear”, ossia al girare da un locale all’altro bevendo qualcosa e assaggiando decine di tapas diverse, equivale al non aver vissuto la vera essenza spagnola.

Se ti trovi a Madrid, uno dei miei posti preferiti per mettere in pratica questo modo di vivere e degustare è sicuramente la Plaza de Santa Ana, in pieno centro città, poco a sud della famosa Puerta del Sol.

In questa piazza troverai tantissimi locali, in pratica uno dopo l’altro, in cui entrare e “tapear”.

Alcuni hanno il solo servizio bar e insieme alla bevanda ordinata, ti servono gratuitamente dei piattini con una serie di tapas limitate, potrebbe capitarti qualche boccone di tortilla alle patate, qualche acciuga fritta o in aceto, piccoli spiedini di sottaceti o ingredienti vari, alcuni piccantissimi (i pintxos baschi).

Altri locali della piazza invece hanno un menu di tapas o raciones (porzioni più grandi) vero e proprio, solitamente la scelta e la qualità è anche maggiore rispetto ai precedenti ma i prezzi rimangono bassi e accessibili.

Per darti un ordine di grandezza direi che spendendo in una serata 20-25 euro ti ritroverai la pancia ben piena e la testa leggera (soprattutto per via delle bevande alcoliche ingerite).

Eccoti alcuni locali molto gettonati e provati dal sottoscritto:

Cerveceria Santa Ana

Cervecería Alemanna (frequentata anche da Hemingway… ma c’è un posto dove questo straordinario scrittore non abbia bevuto?)

Cervecería La Moderna

Sulla Plaza de Santa Ana vengono spesso allestiti dei mercatini di prodotti artigianali, sia alimentari che di altro tipo e anche questo è un motivo per visitarla e perderci un po’ di tempo.

Un saluto,

Cristiano di Viaggio Vero

Se tutte queste goloserie ti hanno incuriostito, prenota ora un ostello a Madrid per poterle gustare!

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Uno dei bisogni più reconditi dell’essere umano è certamente quello di lamentarsi. Poche occasioni sono così propizie per soddisfarlo come il viaggio: quando non siamo a casa, ci lamentiamo di tutto, dal cibo al colore delle tende. La parte peggiore di un viaggio, però, è sicuramente raggiungere la meta: una volta arrivati, ci si diverte, ci si rilassa, si visitano parchi e mostre… ma prima di arrivarci, bisogna  passare attraverso un aeroporto e un aereo… ecco cosa non mi piace di questo primo, purtroppo necessario, passo di ogni viaggio!

1.Alzarsi all’alba – Perché gli aerei low cost partono a orari impossibili? Perché devo essere all’aeroporto prima che apra la metropolitana?  Perché devo alzarmi ben prima della alba, trattenermi dallo sputare in faccia alla persona distrutta che vedo nello specchio, trascinare i miei bagagli alla ricerca di un taxi… il tutto sperando di non dimenticare niente?

2.Arrivare all’aeroporto – Cosa ci fa tutta questa gente in giro alle 4 di mattina? Perché tutti rallentano per guardare la polizia che ha fermato una macchina e fa il test del palloncino al guidatore? E poi tutti questi lavori in corso… e nessuno che ci lavora!

3.Orario del check in – Ok, vogliamo parlarne? Perchè da dopo l’11 settembre bisogna essere in aeroporto anni prima della partenza del volo? Credete che i terroristi non sappiano arrivare in anticipo? Per un volo di un’ora e mezza, ci vuole un’ora per raggiungere l’aeroporto, un’ora e mezza prima del check in, poi all’arrivo si aspettano i bagagli… se fossi partito in auto, sarei già arrivato!

4.Parcheggiare all’aeroporto – O meglio, parcheggiare NON all’aeroporto. Parcheggi distanti chilometri, spesso costosi, quasi mai coperti!

5.Peso dei bagagli in aereo – Sei riuscito ad arrivare all’aeroporto, hai raggiunto il banco del check in con un anticipo folle… e scopri che il tuo bagaglio pesa mezzo chilo in più del limite. Un’impiegata cortese ti punta una pistola alla tempia e ti informa che hai 10 secondi per decidere cosa togliere dalla valigia prima che ti spari.  Il tutto mentre al banco di fianco una famiglia di madre, padre e due figli, stazza totale 560 chili, probabilmente azionisti di maggioranza di McDonalds, fa il check in per il tuo stesso volo senza problemi. Se vuoi evitare questo problema, leggi qui per info sul peso del baglio aereo.

6.Controlli di sicurezza – Probabilmente qualcuno pensa che i terroristi siano stupidi.  Ogni volta dobbiamo praticamente spogliarci, togliere ogni monetina in fondo alle tasche, la cintura, gli occhiali, le scarpe (!)… per non parlare dei liquidi… poi passi il controllo, e al duty free vendono non solo liquidi in quantità industriali, alcol e accendini (e qui non serve essere McGuyver per capire che uso potrebbe farne un terrorista)  ma souvenir come coltelli tradizionali, o coltellini svizzeri… si, qualcuno pensa che i terroristi siano stupidi!

7. Aspettare… aspettare… aspettare… – Serve altro? Si… perché aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo…

8. Passeggeri ritardatari – …fino a che anche l’ultimo passeggero, che è stato chiamato dall’altoparlante circa 20 volte, si presenta con calma sull’aereo, si lamenta del suo posto, si lamenta della mancanza di spazio per i suoi acquisti al duty free… il lato vantaggioso? Se hai ascoltato attentamente l’altoparlante, sai il suo nome completo… fanne buon uso!

9. Lo spazio per i bagagli – fai una fatica incredibile a mettere via tutto, riuscendo non solo a fra stare nelle cappelliere tutti ti tuoi bagagli a mano, ma anche a sistemarli in modo da proteggere le cose più fragili… finché non arriva il ritardatario, che prova a schiacciare tutte le sue borse proprio sopra le tue, le toglie, le sposta, le gira, attenta più volte alla tua vita facendoti cadere in testa di tutto…

10. Gli altri passeggeri – un piccolo elenco: bambini urlanti. Quasi-bambini che fanno domande stupide a voce altissima. Il simpaticone che ogni 3 secondi dice “adesso precipitiamo”. Quello che sta per vomitare da un’ora. Il passeggero di fianco che ti “ruba” tutto il bracciolo. Chi passa nel corridoio e ti prende sempre dentro. Quello davanti a te che continua a mangiare e bere rumorosamente, e in più ti riempie di odori molesti… il viaggio aereo incita al misantropismo!

E tu hai qualcosa che ti dà terribilmente fastidio in viaggio? Diccelo nei commenti!

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Le caratteristiche principali di ogni backpacker che si rispetti sono senza dubbio l’apertura mentale e la tolleranza per i diversi modi di vivere e di viaggiare che incontra. Ovviamente non esiste un “tipico” backpacker, men che meno un “tipico backpacker americano”, non tutti i backpacker americani sono uguali. Inoltre, mai giudicare qualcuno per la sua provenienza, o trattarlo in modo diverso, o pensare che siccome viene da un certo paese avrà certe opinioni (anche se è abbastanza difficile trovare un francese che apprezzi la simpatia e la tecnica sopraffina di Materazzi).

Lo spirito di questo articolo, che traduco da bootsnall, è semplicemente di divertirsi alle spalle dei bacpacker (e di chi si prende troppo sul serio)… insomma, ecco una lista di 10 tipi di backpacker che potresti avere incontrato o che incontrerai negli ostelli!!

1 – Il backpacker americano
Lo noterai appena entri in ostello. Casinista, entusiasta e amichevole, il backpacker americano viaggia solitamente in gruppi di sole donne o soli uomini o, se è un po’ più vecchio, da solo. Le ragazze stanno in pigiama tutto il giorno, per mutare pelle alla sera, quando si strizzano in vestitini minimali e coloratissimi, e aggiungono diversi strati di trucco, lacca e simili.  Il backpacker americano maschio di solito ha appena raggiunto il Sud America con un volo low cost da Miami, e cerca il posto migliore per la birra e i party.

Il backpacker americano più anziano invece è di solito un blogger o un fotografo, oppure un hippy alla ricerca del senso della vita. Tutti gli appartenenti a questa specie sono molto fieri di far parte di quella piccola fetta di americani che possiedono un passaporto, e amano elencare tutte le cose “esotiche” che hanno fatto nei loro viaggi.

A seconda del tipo, il backpacker americano è perfetto per una notte di party o una serata di discussioni profonde.

2 – Il backpacker europeo
Viaggia solitamente in coppia, si apparta nelle stanze private, preferisce parlare solo col partner, nella propria lingua. Sempre perfetto e riposato, ma non molto socievole e espansivo, almeno fino alla seconda bottiglia di vino.
Di solito ha più soldi un singolo backpacker europeo di tutto il resto dell’ostello, e ama raccontare le storie di tutte le cose costose che ha fatto nei suoi viaggi: cose che gli altri backpacker possono solo sognare!

Il Backpakcer europeo è il perfetto compagno quando non vuoi sentirti come il classico backpacker squattrinato, e decidi di concederti una serata in un bel bar o in un ristorante.

3 – Il backpacker canadese
Si può avvistare da miglia di distanza, per l’incredibile quantità di bandiere canadesi cucite sullo zaino, sul cappello, sulla maglietta, sui pantaloni…
Sempre amichevole ed educato (basta non confonderlo col cugino americano: a cosa servono tutte quelle bandiere se no?). Se vi scontrate, sarà sempre il primo a chiedere scusa. È la persona giusta con cui scambiare la stanza se nella vostra c’è qualcuno che russa!

4 – Il backpacker israeliano
Tende a viaggiare in grandi gruppi, di solito appena ha finito il servizio militare (che dura 3 anni). È la gioia di ogni venditore che si rispetti, per le lunghe battaglie sul prezzo che fa per qualsiasi cosa. Espansivo e amichevole, parla un inglese impeccabile e altre 2 o 3 lingue, ma a volte è un po’ inquietante, e va avvicinato sopravento. Ottimo se vuoi il miglior prezzo dal venditore di falafel.

5 – Il backpacker asiatico
Specie di backpacker molto rara. Tranquillo (fino alla  prima birra) ed educatissimo (fino alla seconda), il backpacker asiatico di solito viaggia con un numero inqualificabile di gadget elettronici, molti dei quali del tutto sconosciuti alle altre specie di backpackers, chiusi in borse di Hello Kitty.
Ottimo quando ti serve un adattatore per una spina stranissima in qualche paese sperduto.

6 – Il backpacker inglese
Viaggia in grandi  gruppi riconoscibili da lontano per le ustioni solari e il colorito aragosta. Solitamente divertente, ma con inaspettati momenti di “down”.
Grazie alla sterlina, ha abbastanza soldi per trovare alcol e cibo decenti in ogni paese. Solitamente viaggia per un intero anno, il “gap year” (anno sabbatico). Sempre disponibile per i drinking games, riesce a bere quasi quanto il backpacker australiano (e spesso se ne porta a casa uno, di sesso diverso o uguale a seconda delle preferenze e della percentuale di alcol nel sangue).
Ottimo per una serata al pub.

7 – Il backpacker sudafricano
Altra specie molto rara. Solitamente maschio. Può essere arrogante e avere uno sguardo vagamente da pazzo, ma la confezione include un accento bellissimo e addominali incredibili. Sa maneggiare un fucile. Ottimo se ti serve aiuto per riparare il letto a castello, se hai bisogno di protezione in un quartiere malfamato o semplicemente per un po’ di avventura.

8 – Il backpacker australiano
Amichevole, avventuroso, rilassato… ma può diventare fastidiosamente casinista, ed è il centro di ogni party appena si ubriaca! È lui quello che raccoglie le sfide più stupide lanciate dagli altri backpackers.
Viaggia da solo, in coppia o in gruppo, ma troverà sempre un amico/cugino/lontano parente da qualche parte… e lo inviterà a bere qualcosa!
Ottimo se vuoi iniziare a bere alle 9 di mattina e fare un bagno nudo nella fontana principale della città.

9 – Il bacpacker neozelandese
Spesso confuso col cugino australiano, da cui si distingue principalmente per il discutibile gusto nel vestire e per la terribile pronuncia. Molto amichevole, diventa riservato se viaggia in gruppo.  Espertissimo di campeggio e trekking, incredibilmente a suo agio nel freddo, nel fango o nella neve (ancora meglio se tutti e tre insieme).
Ci va giù pesante con l’alcol, può bere anche più dell’australiano specialmente se provocato (in particolar modo se proviene dall’isola del sud).
Ottimo compagno per una birra, e ottima risorsa se hai dimenticato i vestiti invernali.

10 – Il backpacker irlandese
Da non confondere col backpacker inglese, se ci tieni alla vita. Il backpacker irlandese è solitamente più anziano dell’inglese, e viaggia in coppia o da solo. Proprio come un piccione viaggiatore, riesce sempre a trovare non la strada di casa, ma la birra più economica in città, è amichevole e coinvolge sempre tutti gli altri backpacker.
Perde l’abilità di parlare inglese dopo il sesto o settimo giro di pinte, ma supplisce con l’abilità di mimare le storielle etiliche che stava raccontando.
Il miglior amico possibile per chi viaggia da solo.

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