Workaway in ostello: l’esperienza che ha cambiato la vita di Danuccia

Danuccia

Soprattutto negli ultimi anni, sono stati tanti i ragazzi italiani che se ne sono andati dal nostro paese per cercare un’esperienza nuova all’estero, qualcosa per cui sentirsi vivi, sentire dentro di sé quella spinta e quell’energia che fa pensare, inevitabilmente, che si sta facendo la scelta giusta, che quella è la strada che bisogna seguire. Conosciamo oggi Danuccia, ragazza torinese che la sua esperienza all’estero ha deciso di farla in Portogallo, precisamente nell’Amazigh Hostel a Aljezur. Da allora cura il blog Where is Danuccia? e noi di HostelsClub.com abbiamo deciso di farci raccontare la sua esperienza.

 

workaway esperienza

Ciao Dana, o meglio Danuccia, piacere di conoscerti, ti va di dirci due cose su di te?

Ciao, certamente! Sono una ragazza Torinese di 29 anni, laureata in Comunicazione e Graphic Design. Ho cominciato a viaggiare tardi rispetto ai miei coetanei, a 21 anni ho fatto il primo vero viaggio, assieme a un’amica, in Inter Rail attraverso la Spagna e il Portogallo.
È stato proprio in quel periodo che ho scoperto un forte amore per il viaggio. Negli anni seguenti, però, l’ho coltivato ben poco, sempre di meno, finchè i miei viaggi non hanno cominciato ad assomigliare sempre di più alla classica vacanza.
Ad un certo punto mi sono resa conto che dovevo ricominciare a viaggiare nel modo in cui avrei voluto farlo, ricalcando le orme di quel primo viaggio in treno.

Ti abbiamo scoperto per la tua esperienza con Workaway, puoi spiegarci in cosa consiste?
Il volunteering, è secondo me uno dei modi più belli e meno convenzionali di viaggiare. L’ho scoperto per caso, un giorno mentre cercavo informazioni su come viaggiare low cost. Tramite Workaway si incontrano aspiranti viaggiatori di tutte le età e attività che offrono sistemazione in cambio di una manciata di ore di lavoro al giorno. Queste attività sono ostelli, B&B, aziende agricole, fattorie oppure famiglie spesso in cerca di qualcuno che possa occuparsi dei bimbi e magari insegnare loro una lingua straniera. Le possibilità di viaggio con Workaway, e in generale con il volunteering, sono praticamente infinite e per tutti i gusti e le tasche.

Prima di passare al dettaglio riguardo la tua esperienza, cosa ti ha spinto a fare una scelta come questa?

Fondalmentalmente non l’avevo mai fatto. Ho frequentato un’università che allora non dava opportunità di studio all’estero e ho cominciato a lavorare già prima di laurearmi.
Sentivo che mancava qualcosa nella mia vita, mi sentivo un po’ soffocare. Un giorno mentre riflettevo su questo, di colpo ho pensato “E se partissi per un viaggio?”, l’istante dopo ho provato una fortissima sensazione di serenità. Alla fine sono partita davvero e non ho mai avuto ripensamenti.

Portugal

Sappiamo che la tua esperienza lavorativa in cambio di vitto e alloggio è avvenuta in un ostello, come mai proprio in un ostello? C’è qualche motivo in particolare per il quale hai scelto questa via?

La scelta dell’ostello è stata una conseguenza. Volevo tornare in Portogallo e volevo andare in un posto ben preciso in Algarve, così ho cercato su Workaway quali erano le opportunità in quella zona, tra tutte le attività che comparivano nell’elenco c’era anche l’ostello in cui ho lavorato per quasi tre mesi. Dopo aver contattato quelli che sarebbero stati i miei host, ho cominciato a organizzare il mio viaggio e un mese dopo ero sull’aereo per Lisbona.
Mentre stavo in ostello mi sono rapidamente resa conto di aver fatto la scelta giusta. Ho viaggiato utilizzando i miei risparmi, quindi, le possibilità di muovermi erano limitate. Lavorare in un ostello mi ha dato la possibilità di conoscere persone provenienti da tutto il mondo, restando però nello stesso posto. Alla fine, la sensazione è stata proprio quella di aver incontrato mille culture diverse nonostante non mi sia allontanata più di tanto dall’Italia.

Sulla base della tua esperienza, consiglieresti il lavoro in ostello? Perchè?

Si lo consiglierei, con qualche riserva. Lo consiglierei a chi ha voglia di conoscere persone nuove, spesso con abitudini diverse e culture magari molto lontane dalla nostra. Per me questo aspetto dell’esperienza è positivo, con alcune delle persone che ho incontrato sono nate anche forti amicizie che continuerò a coltivare. Per alcuni, però,non è percepito allo stesso modo, per esempio nei momenti in cui si sta cercando un po’ di solitudine e non la si riesce a trovare. Spesso si dorme in camera con altri volontari, si cucina in cucine piene di persone e non si hanno quasi mai i vestiti completamente puliti. Io stessa, verso la fine, avevo cominciato a cercare luoghi in cui potevo passare qualche ora da sola, perchè avevo bisogno di equilibrio. In generale poi i lavori negli ostelli vanno dall’accoglienza degli ospiti alla pulizia delle camere e delle aree comuni, bisogna essere pronti a indossare i guanti e a lavare il bagno di camerate composte anche da 10 letti!

Beh, dopo aver visto il tuo video sul canale youtube, non possiamo non chiedertelo… ci racconti qualche episodio strano e/o divertente legato all’ostello?

Ce n’è sono molti di esilaranti. Mi trovavo in cucina, insieme a me c’era la mamma di una famiglia francese che preparava la cena delle sue bambine. L’ho vista buttare la pasta nell’acqua fredda assieme a un pacco di wurstel, lasciando cuocere tutto per quasi 20 minuti… e poi l’hanno anche mangiata! Un altro episodio simpatico riguarda un signore scozzese, tornato in ostello più volte. Parlava italiano piuttosto bene e, nonostante avesse pagato per il letto in camerata, si ostinava a dormire sul terrazzo, anche sotto la pioggia!

Passiamo ad altro, che tipo di viaggiatrice sei?

Diciamo a metà fra l’essere organizzata e meticolosa e l’esatto opposto. Se viaggio da sola organizzo tutti i viaggi in modo da farli di giorno, spesso cerco il modo per prenotarli online, mi stampo le mappe se posso e imparo a memoria vie e fermate di bus, metro e treni. Non mi importa molto della loro durata, preferisco un viaggio lungo ma ben organizzato che un viaggio corto ma lasciato al caso. Per il resto, una volta organizzati i viaggi, mi basta prenotare la prima notte giusto per non arrivare e rischiare di dormire all’aperto, il resto viene di conseguenza, lì comincia il vero viaggio. Mi piace ascoltare i consigli delle persone del luogo, loro ne sanno di sicuro più di qualsiasi guida di viaggio.

workaway relaxing

Se dovessi scegliere un ostello dove alloggiare, quali sono i parametri che influenzano la tua scelta?

Guardo essenzialmente tre cose. La prima è il prezzo, non è essenziale che sia il più basso, ma deve rispettare la qualità del servizio che propone l’ostello. A Sintra ho soggiornato in un ostello bellissimo, pulito e arredato incredibilmente bene e in modo confortevole, dalle stanze alle aree comuni. Nel prezzo era inclusa la colazione, che purtroppo non era assolutamente in linea con quello che avevo pagato, ma anzi, era piuttosto scarsa. La seconda cosa è la posizione, che deve essere abbastanza centrale in modo da potermi spostare a piedi o facilmente con i mezzi. Amo camminare per le città e perdermi tra le strade, secondo me è il modo più bello di entrare nell’atmosfera del posto. Il terzo parametro riguarda le stanze perchè spesso prenoto il letto in camerata. Di solito scelgo camerate femminili, con un massimo di 8-10 letti. Se invece sono obbligata a scegliere una camerata mista, preferisco che di letti ce ne siamo massimo 4. Gli armadietti con lucchetto sono un’altra cosa essenziale. Anche in camerata preferisco che il bagno sia in stanza, ma se non c’è spero sempre di trovare molto pulito quello comune!

Noi abbiamo stilato un elenco dei 5 motivi per cui preferire l’ostello all’hotel, così a bruciapelo, qual è la cosa che ti farebbe scegliere l’uno piuttosto che l’altro?

Gli hotel sono sempre così impersonali, o tutti uguali o troppo eccentrici. Non esistono aree comuni da sfruttare e neanche una cucina in cui incontrarsi. Mentre gli ostelli sono nati con la filosofia della condivisione, le aree comuni sono il fulcro dell’aggregazione, delle chiacchiere e delle nuove amicizie. Generalmente chi sceglie l’ostello è naturalmente più propenso a fare nuovi incontri.

Beh, siamo arrivati alla fine, ultima domanda, ma non meno importante… qual è il prossimo viaggio in programma?

Bella domanda! Ho già in mente la prossima meta, posso solo dire che sarà in Europa. Ma data la mia natura un po’ libertina, potrei cambiare idea nei prossimi 5 minuti! Di sicuro un viaggio dall’altra parte del mondo è in programma. Sono molto attratta dal Sud America, specialmente da Bolivia e Patagonia, e dagli Stati Uniti, ma dai posti in cui non va mai nessuno, come Montana o Iowa. In quel caso sceglierei l’auto come mezzo di trasporto, viste le distanze tra un paese e l’altro.

Puoi seguire Danuccia sui suoi canali social: Youtube , Pagina Facebook , Pagina Twitter Pagina Google Plus

Se puoi ti è venuta voglia di partire, ecco qui lista di ostelli in Portogallo tra cui scegliere!

E tu, ce l’hai un’avventura da raccontarci?

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