Claudia Vannucci: una vita di viaggi, color verde acido

Claudia Vanucci, Viaggi Verde Acido

Colore particolare, il verde acido, dal carattere definito e un po’ autoironico, un colore che, di fatto, non passa inosservato, proprio come la travel blogger Claudia Vannucci, a cui noi di HostelsClub.com abbiamo voluto dedicare un’intervista.

Proprio per la sua personalità frizzante e dalla battuta facile, le domande che le abbiamo voluto fare non sono proprio le classiche domande da intervista, abbiamo voluto andare un po’ più a fondo e poter mostrare la Claudia che si legge tra le righe del suo blog Viaggi Verde Acidola Claudia che ama gli ostelli, i cimiteri più particolari e il dolce dormire!

Ciao Claudia, i nostri lettori ti hanno conosciuto perché sei stata la prima a partecipare alla nostra rubrica sui #LocalTipsHC con i consigli su Firenze, ma com’è nato il blog di Viaggi Verde Acido e perché l’hai chiamato così?

Il blog è nato nel 2009 per la voglia di raccontare e mettere nero su bianco le mie esperienze di viaggio, pensando che potessero tornare utili a qualcuno, anche se in realtà non credevo che poi qualcuno le leggesse davvero e le usasse per organizzare i propri viaggi. Nel tempo mi sono impegnata di più ed il blog è diventato professionale, ma quello che non è mai cambiato è l’impronta strettamente personale che gli ho voluto dare. Su Viaggi Verde Acido ci sono soltanto articoli scritti da me e frutto della mia esperienza diretta: nessun guest post e nessun articolo su luoghi che non conosco, solo viaggi veri. Il nome del blog è dovuto al mio trolley verde acido che spesso mi accompagna nei miei viaggi. Adesso non mi piace più tanto come prima (il nome, non il blog) ma ormai me lo tengo!

viaggi verde acido, claudia

Sappiamo che sei una hostel addicted, nei tuoi post non ne fai certo mistero, se dovessi convincere qualcuno ad andarci per la prima volta, cosa gli diresti?

Che è più divertente dell’hotel, specialmente se si viaggia da soli! Poter incontrare altri viaggiatori è un’opportunità che espande i confini del proprio viaggio e che in ostello è più facile cogliere. Anche il prezzo contenuto è un vantaggio non da poco, e sono abituata a sistemazioni spartane. Ma l’aspetto che preferisco degli ostelli è che sono, quasi tutti, kids-free!

Ti è mai successo qualche episodio bizzarro in ostello?

Parecchi! A New York nella mia camerata c’era un ragazzo canadese che si grattava continuamente i gioielli di famiglia, anche mentre dormiva, anche mentre mi parlava guardandomi negli occhi. A Londra una ragazza romena tutta sconvolta ha accusato due ragazze americane di girare di notte nude e coperte solo di un tablet.

Ma dopo questa parentesi sugli ostelli, parlaci un po’ dei tuoi viaggi, quali sono le 3 cose che non devono assolutamente mancare, quelle cose che se non le fai, quando torni a casa non ti sembra di aver viaggiato?

Un giro al supermercato non me lo perdo mai, così come un giro al cimitero (anche più d’uno se ci sono tanti cimiteri interessanti!). E poi spendere tutta la valuta estera avanzata alla fine del viaggio in snack spazzatura (specialmente patatine fritte ai gusti strani) e riviste di musica rock, anche se in lingue ignote.

claudia vanucci

Hai qualche mania in viaggio?

Manie vere e proprie no, però devo dormire. Se c’è una cosa che mi annienta è la mancanza di sonno, ma per fortuna riesco a dormire praticamente ovunque. In viaggio mi porto sempre tappi per le orecchie, mascherina e cuscino gonfiabile, e sfrutto i tempi morti come gli spostamenti per ricaricare le batterie.

E la tua prossima meta, puoi già svelarcela?

La mia prossima meta sarà in realtà un ritorno in Costa Blanca, Spagna, ma c’è tempo, ci andrò ad ottobre: io non viaggio mai d’estate. Ho altri viaggi in fase di programmazione ma non ve li dico per scaramanzia!

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