Intervista a Claudia Moreschi

claudia moreschi

Clamore significa “acceso interesse”, un nome non di certo scelto a caso, questo è il nickname di Claudia Moreschi, una blogger che abbiamo incontrato al #BloggerPride2015 qui a Venezia e di cui volevamo approfondire la conoscenza con questa piccola intervista.

Claudia è la penna dietro Travel Stories, un blog di viaggi zaino in spalla, con una particolare attenzione per l’Asia.

La prima domanda di questa intervista riguarda te e il tuo blog: descriviti e spiegaci da cosa deriva la scelta del nome Travel Stories per il tuo blog.

Quando stavo per aprire il mio blog mi sono arrovellata a lungo su quello che poteva essere il nome più adatto per la mia “creatura”: volevo un nome che mi rappresentasse e che allo stesso tempo rimanesse in mente, ma nessuna idea mi sembrava buona. Ad un certo punto ho lasciato perdere i nomi strampalati per puntare sulla semplicità: il nome Travel Stories racchiude le mie due più grandi passioni, quella per i viaggi e quella per la scrittura. In fondo le cose semplici sono sempre le migliori, no?

2. Per l’Asia sei partita da sola, riesci ad dirci 5 motivi per cui inviteresti altre ragazze a fare lo stesso?

I motivi per cui viaggiare da sole sono moltissimi, perché moltissime sono le cose che si imparano. Quindi direi che il primo motivo è proprio questo: per imparare.

Viaggiare da soli (e da sole) è una straordinaria esperienza formativa: si impara a fronteggiare ogni situazione, si imparano nuove culture, nuove lingue… Consiglio di viaggiare da sole per mettersi alla prova, per superare le proprie paure, per far venire a galla le proprie insicurezze e i propri punti di forza, quindi si finisce per conoscersi meglio.

Claudia Moreschi Travel Stories

Terzo motivo: per conoscere il mondo da vicino! Viaggiando da sole ci si riesce ad avvicinare molto di più agli abitanti del posto, alla loro cultura e alle loro abitudini, perché si è più aperti verso gli altri (a un livello che non si raggiunge viaggiando in coppia o in gruppo).

Quarto motivo: per rendersi indipendenti. Riuscire a viaggiare da sole, e quindi a destreggiarsi in ogni situazione possibile, è una consacrazione della propria indipendenza, e aiuta molto ad acquisire maggiore sicurezza.

Quinto motivo: perché è divertente e si fanno un sacco di incontri straordinari!

3. Ostelli: tasto dolente di molti, ma non per te. Quali sono le caratteristiche che cerchi in un ostello prima di prenotarlo? Insomma, cosa non deve assolutamente mancare!

Mi piace moltissimo stare negli ostelli e mi adatto un po’ a tutto, non mi danno fastidio i dormitori misti, le camerate da quindici persone o i bagni in comune; se c’è una cosa che però verifico sempre è la posizione dell’ostello e la presenza del wi-fi. Un ostello deve essere in una posizione comoda, deve essere facile da raggiungere: non necessariamente in posizione super centrale ma comunque almeno vicino alle fermate della metro o del bus. Per me, blogger e “malata” di social è importante che ci sia il wifi o almeno qualche postazione internet. Poi verifico sempre che ci siano gli armadietti personali e degli spazi comuni: è divertente passare del tempo in compagnia degli altri room-mates all’interno dell’ostello.

4. A bruciapelo: camerata o stanza privata?

Anche se durante il mio viaggio di cinque mesi ho alternato ostelli e guesthouse (gli ostelli non erano disponibili ovunque e quando sentivo l’esigenza di starmene da sola sceglievo una stanza privata), tra i due preferisco la camerata. Condividere gli spazi con persone da tutto il mondo è troppo divertente!

5. Ti sono mai capitati episodi strani e/o divertenti in ostello?

Mi sono capitati un sacco di episodi strani e divertenti in ostello, ma comunque mai niente di spiacevole. Una volta ho respirato l’aria della Guerra Fredda quando una ragazza americana e una ragazza polacca in stanza con me si sono messe a litigare e il litigio è generato in accuse politiche e stereotipi legati ai relativi paesi.

Un’altra volta mi sono svegliata nel cuore della notte perché qualcuno russava pesantemente: all’inizio ho maledetto i ragazzi maschi in stanza con me dando per scontato fosse uno dei due, poi ho scoperto che era invece l’altra inquilina, una ragazza cinese un po’ sovrappeso.

Claudia Moreschi Travel Stories

Uno dei ricordi più piacevoli è legato al mio viaggio in Laos: ero in un ostello a Vientiane, il Capodanno dell’anno scorso, e non avevo in programma niente per la serata quando i gestori mi hanno invitata alla cena che avevano organizzato per tutti gli ospiti dell’ostello; ci siamo ritrovati tutti seduti a un tavolo, persone di tutte le nazionalità, che non si conoscevano tra di loro, ma che dopo pochissimi minuti si sono scoperti tutti amici. È stato il Capodanno più strano e divertente che io abbia mai vissuto.

6 . C’è chi pianifica tutto e chi non pianifica niente, tu come scegli la tua prossima destinazione?

Io pianifico pochissimo! Mi lascio ispirare, mi informo sulle cose da vedere, mi appunto quelle che mi sembrano più interessanti, e parto sempre con un itinerario di massima che poi rivedo lungo il percorso. Anche nella scelta della destinazione mi lascio influenzare molto dalle mie sensazioni: può essere un nome di un posto che mi incuriosisce, un’immagine o una storia che leggo per caso.. se una cosa finisce per colpirmi, faccio in modo di assecondare le mie sensazioni e mi affido al mio sesto senso.

7. Arriviamo alla domanda forse più attesa: prossimo viaggio?

Il prossimo viaggio è già cominciato, al momento sono in Asia! Da Bangkok (e questa sarà la mia terza volta nella “Città degli Angeli”) ripartirò alla volta di una nuova meta: il Myanmar! Dopo Thailandia, Laos, Cambogia, Vietnam e Singapore, è la volta di conoscere da vicino la Birmania. Lo so, sono recidiva, e monotematica, ma il mio cuore finisce per portarmi sempre lì: il mio cuore è a est.

Claudia Moreschi Travel Stories

8. Ultimissima domanda, ma non si poteva non fartela, sappiamo che hai appena pubblicato il tuo primo ebook, hai voglia di spenderci due parole? 

Certo, perchè no? Il mio eBook si chiama ClaMore in Asia e racconta il mio viaggio di cinque mesi tra Thailandia, Laos, Cambogia, Vietnam e Singapore sotto forma di diario di viaggio. Il libro è concepito come un raccoglitore di informazioni pratiche e curiosità per chi vuole organizzare un viaggio in questa parte di mondo, dalle informazioni sugli spostamenti, all’itinerario, alle mete da scegliere. Ma non solo. La mia missione è quella di far passare il messaggio che viaggiare da soli (e soprattutto da sole) è possibile, gratificante, istruttivo e formativo ed è molto più semplice di quanto può sembrare.

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